make us your home     bookmark     { Riva del Garda   02 Jul 2020 - 20:54:16 }  


  
 
{ Il Vittoriale }

Ma il motivo di maggiore richiamo per Gardone rimane pur sempre il Vittoriale, dimora di Gabriele dAnnunzio dal 1921 al 1938, anno della sua morte, complesso che nel 1923 il poeta donava allo Stato italiano.
IL 18 febbraio 1921 Dannunzio acquistò, per la somma di 130.000 lire, Villa Cargnacco, modesta casa poco più che colonica, isolata a mezza collina presso il Rio Torto (ribattezzato poi Acqua Pazza).In quei giorni d'Annunzio chiamò l'architetto Giancarlo Maroni e il fratello di questi, ingegnere Ruggero, ai quali affidò la creazione della "Santa Fabbrica", poi denominata "il Vittoriale degli Italiani".
Varcato il monumentale ingresso si procede per il viale che ha per sfondo il "Pilo del Piave" con la Vittoria di A. Minerbi. Nel declive di destra appare il teatro all'aperto ideato dal poeta per la rappresentazione delle sue opere e dove ora, d'estate, si svolge la "stagione del Vittoriale". Passando sotto un'arcata si giunge al piccolo tempio che fu luogo di sepoltura di d'Annunzio fino al 1963, anno in cui le spoglie del poeta furono spostate nella arca centrale del mausoleo.
Proseguendo nella visita si accede all'Auditorium alla cui cupola è sospeso l'aereo con il quale d’Annunzio volò su Vienna il 9 agosto 1918. Qui il visitatore si trova nella piazzetta dalmata sulla quale si affaccia lo Schifamondo (museo); la Prioria, dimora del poeta con la facciata decorata con stemmi e fregi in pietra offerti da varie città.
La Stanza della Musica detta anche "Stanza del Contrappunto" è dedicata a Gasparo da Salò. E’ interamente drappeggiata con un duplice ordine regolabile di stoffe di Lisio a fondo nero e a fondo rosso per l'acustica. I due colori intendevano rispondere a diversi sentimenti musicali. La Stanza del Mappamondo prende il nome dal grande globo posto sul tavolo all'ingresso. Qui sono raccolti libri e cimeli di guerra. I libri sono d'arte e di autori classici, tra cui il nucleo tedesco della Biblioteca di Henry Thode, proprietario della villa prima di d'Annunzio. Si procede per la Zambracca piccolo studio detto anche del Misello. cioè "brogliaccio del poverello". Il tavolo, posto al centro del locale, pieno di oggetti, serviva da scrittoio e, negli ultimi anni, d'Annunzio vi consumava da solo i pasti. A questo tavolo il poeta morì per embolia, alle ore 20 del 1° marzo 1938."Genio et voluptati", (Al genio e alla voluttà) è il motto sulla porta della camera da letto del poeta. Davanti al letto, il calco del "Prigione morente" di Michelangelo che d'Annunzio copriva con un drappo, nella parte inferiore. Segue poi, la veranda di Apollino, dal piccolo Apollo arcaico ivi conservato. Su un piccolo tavolo si trovano le fotografie della Madre del poeta e di Eleonora Duse. La grande attrice si incontrò con d'Annunzio a Gardone per l'ultima volta, nell'ottobre del 1922. La Stanza del "Lebbroso" ha le pareti, il soffitto, le vetrate dipinti da Guido Cadorin. Qui si trova, sul palco, la bara a forma di culla. Nella Stanza delle Reliquie la trabeazione in alto sostiene una serie di figure in legno: Angeli, Apostoli, Santi della religione cristiana; quindi una piramide di idoli di varie religioni asiatiche culminate nel simbolo della Madonna col Bambino. Si procede per la Stanza del Giglio, così detta perché conserva strutture in legno ripetutamente decorate con gigli per mano del pittore Cadorin, motivo riferito al ciclo "Romanzi del Giglio", dei quali il poeta (nel 1895) scrisse soltanto "Le vergini delle rocce". L’Oratorio Dalmata è la stanza d'attesa per i visitatori. Anche qui sono conservati numerosi oggetti tra i quali" applicata al soffitto" l’elica dell’idrovolante con il quale Francesco de Pinedo nel 1925 compì il volo a tappe di 55.000 chilometri da Sesto Calende a Melbourne.
Al piano superiore appare subito lo Scrittoio del Monco, piccolo studio-biblioteca dove si trovano gli unici mobili che provengono dalla Capponcina, la famosa villa che d’Annunzio abitò alla periferia di Firenze dal 1896 al 1900. Ma il luogo forse più sobrio del Vittoriale è "l'Officina", la stanza dove lo scrittore lavorava. L'ingresso, più basso del normale, costringe chi entra a inchinarsi. Il poeta volle così che chiunque cominciando da se stesso, rendesse omaggio all'Arte che in quel luogo nasceva. Il sedile è uno sgabello privo di schienale. Dietro allo scrittoio il volto di Eleonora Duse opera dello scultore Arrigo Minerbi. Mentre lavorava, il poeta copriva con un velo il volto della Duse e la chiamava "la testimone velata". La Stanza della Keli, detta anche "dell'Angelo", prende il nome da una grande tartaruga in bronzo, il cui guscio è autentico (dal greco keli cioè tartaruga) opera dello scultore Renato Brozzi, eseguita nel 1928. La tartaruga era stata donata a d’Annunzio ed era poi morta per un’indigestione di tuberose. Eccoci di nuovo all’aperto, sulla piazzetta dalmata dove spicca il Leone di San Marco del 1400, proveniente da Sebenico. Nel portico dello Schifamondo si trova la Fiat modello 4 a bordo della quale, nel 1919, d'Annunzio si portò da Ronchi a Fiume. Percorrendo il viale di Aligi si giunge alla fontana del Delfino che accoglie il torrente dell"Acqua Pazza". Qui vicino è collocato il MAS della Beffa di Buccari, quindi si procede per la collina verso il bianco mausoleo dal quale si scorge, tra ulivi e cipressi, la nave Puglia. Da questa balconata lo sguardo spazia su quasi tutto il lago per una visione veramente suggestiva, un effetto scenografico che rimarrà a lungo nel ricordo di chi visita questo luogo.


Das „Vittoriale“
Eine der größten Sehenswürdigkeiten Gardones wird das „Vittoriale“ wohl immer bleiben. Der Dichter Gabriele d`Annunzio hatte hier von 1921 bis 1938 dem Jahre seines Todes seinen Wohnsitz hier. Er überließ den Gebäudekolmplex dem italienischen Staate im Jahre 1923. Am 18. Ferbruar 1921 erwirbt d`Annunzio die Villa Cargnacco für 130000 Lire. Dieses bescheidene Häuschen, welches isoliert in einer Hügellandschaft liegt, befindet sich nahe beim Rio Torto ( später auch „Acqua Pazza“ genannt, auf dDFEutsch „Verrücktes Wasser“). Während dieser Tage bestellt d`Annunzio den Architekten Giancarlo Maroni und dessen Bruder den Ingenieur Ruggero zu sich. Diese beauftragt er mit dem Bau des Gebäudes „Santa Fabrica“ heute umbenannt in „il Vittoriale degli Italiani“.
Wenn man den Eingang des Gebäudes betritt und der Allee folgt, trifft man an deren Ende auf den „Pilo del Piave“ mit einer Vittoria von Minerbi. Rechts hiervon erscheint das offene Theater, wo der Dichter seine Werke aufführen konnte und wo heute die „stagione del Vittoriale“ (Theatersaison) stattfindet. Wenn man nun den kleinen Bogengang passiert, trifft man auf einen Tempel, wo der Sarg des d`Annunzios bis 1963 aufbewahrt wurde. Erst später wurden die Überreste des Künstlers in das zentrale Mausoleum verlegt. Der Besucher betritt nun das Auditorium, von dessen Kuppel das Fugzeug herabhängt mit welchem d`Annunzio am 9.8.1918 Wien überflog. Die Besichtigung weiterdurchführend sollte der Besucher nun den dalmatinischen Platz betreten zu dessen Seiten sich einmal das Museum Schifamondo und zum zweiten das Wohnhaus Prioria befinden, dessen Fassade mit vielen Wappen und Verzierungen aus den verschiedensten Steinen geschmückt ist. Das Musikzimmer auch „Stanza del Contrapunto“ genannt ist Gasparo aus Salo gewidmet. Im Innern ist dieser Saal wegen der Akkustik mit Stoffen von Lisio ausgestattet. Die an ihren Enden entweder rot oder schwarz sind. Diese beiden verschiedenen Farben sollten auf die unterschiedlichsten musikalischen Emotionen antwort geben. Das Zimmer „Mappamondo“(Weltkarte“)verdankt seinen Namen dem großen Globus, der auf einem Tisch am Eingang des Raumes steht. In diesem Raum werden Bücher und Überreste aus dem 2.Weltkrieg aufbewahrt. Es sind viele Kunstbücher und auch solche von klassischen Autoren zu finden. Ein großer Kern der Bibliothek besteht aus deutschen Büchern, die Henry Thode vorheriger Eigentümer der Villa angelegt hatte. Weiterhin ist das kleine Studio „la Zambracca“ auch „Misello“ genannt zu entdecken. Der Tisch imzentrum dieses Raumes diente als schreibtisch und in seinen letzten Lebensjahren nahm d`Annunzio hier alleine seine Mahlzeiten ein. An diesem Tisch stirbt dann auch der Dichter dannauch am 1.3.1938 an einer Embolie. Der Spruch über der Schlafzimmertür lautet „Genio et Voluptati“ („Genie und Genuss“) . Vor dem Bett d`Annunzios ist der „Prigione morente“ („sterbendes Gefängnis“) von Michelangelo zu finden, den der Dichter zum Teil mit einem Tuch bedeckt. Jetzt folgt die Veranda des Appolinos, auf der archaische Werke des kleinen Apollos aufgereiht sind. Auf einem kleinen Tisch befinden sich hier auch Fotografien der Mutter des Dichters und von Eleonora Duse. Die große Schauspielerin traf sich ein erstes Mal mit dem Künstler im Oktober 1922. Im Zimmer „Lebbroso“ sind die Wände, die Zimmerdecke und Glaswände von Guido Cadorin bemalt. Im Zimmer der Reliquien sind auf dem oberen Gebälk eine Reihe Holzfiguren wie Engel, Apostel und Heilige aus der christlichen Religion ausgetsellt. Auch die Madonna mit Kind sowie eine Pyramide mit verschiedenen Idolen aus den asiatischen Religionen gehören zu der Sammlung.
Nun folgt das Zimmer „Giglio“ (Zimmer der Lilien),welches so genannt wird da der Maler Cadorin hier Holzstrukturen mit Lilien dekorierte, ein Motiv das auch „Romanze der Lilien“ genannt wird. Hiervon schreibt der Dichter 1895 in der „Jungfrau der Felsen“. Das dalmatinische Oratorium war das Wartezimmer für Besucher. Auch hier sind viele Werke wie z.B. die „applicata al soffito“ aufbewahrt. Außerdem ist der Propeller des Wasserflugzeuges, mit dem Francesco de Pinedo 1925 den Flug von 55000 km zwischen Sesto Calendo und Melbourne bewältigte, hier aufbewahrt. Im oberen Stockwerk findet man gleich das kleine Studio „Scrittorio del Monco“, welches das einzige Zimmer ist, wo noch Möbelstücke aus der berühmten Villa Capponcina in der Nähe von Florenz überdauert haben. In der besagten Villa lebte d`Annunzio von 1896 bis 1900.
Aber das wohl bescheidenste Zimmer des gesamten Komplexes ist wohl das „Officino“, das Arbeitszimmer des Dichters. Der niedrige Eingang zwingt den Besucher sich zu bücken. Damit wollte der Künstler erreichen, dass in diesem Raum ,wo Kunst erschaffen wurde, der Eindringling sich hier vor der Kunst verbeugt und ihr Ehre erweist. Der Stuhl ist ein Hocker ohne Lehne. Hinter dem Schreibtisch befindet sich das Gesicht der Eleonora Duse, welches ein Kunstwerk des Steinhauers Arrigo Minerbi ist. Während der Dichter arbeitete, bedeckte er das Gesicht der Duse mit einem Schleier und nannte sie die „verschleierte Zeugin“. Das Zimmer „della Keli“ auch „dell`Angelo“ genannt, verdankt seinen Namen einer großen Schildkröte aus Bronze, die, 1928 von dem Bildhauer Renato Brozzi (keli vom Griechischen bedeutet Schildkröte). Wieder draußen auf dem dalmatinischen Hof kann man den Löwen von San Marco aus dem Jahre 1400 sehen. Im Säulengang des Gebäudes „Schifamondo“steht der Fiat Modell 4, mit welchem d`Annunzio 1919 von Ronci nach Fiume fuhr. Weiter der Allee folgend entdeckt man den Springbrunnen der Delphine. Hier endet auch der Strom „Aqua Pazza“. Vom weißen Mausoleum aus kann man das zwischen Zypressen und Olivenbäumen versteckte Schiff Puglia sehen. Von dieser Galerie aus hat man einen herrlichen Überblick über den gesamten See. Diesen fast szenographischen Effekt wird wohl jeder Besucher der Villa in Erinnerung behalten.


The Vittoriale
Gardone’s biggest attraction is still the Vittoriale, D’Annunzio’s home from 1921 to 1938, the year of his death. This complex was donated by the poet to the Italian Government in 1923.
On February 18th 1921 D’Annunzio purchased, for the sum of 130.000 Lira, Villa Cargnacco, which was just a little more than an isolated farmhouse half way up a hill by the Torto stream (later renamed Acqua Pazza – Crazy Water). In those days D’Annunzio called the architect Giancarlo Maroni and his brother, the engineer Ruggero, in whose hands he put the creation of the “Holy Factory”, later renamed “the Italian Vittoriale”.
Once the monumental gate is entered, you proceed along the path which has “il Pilo del Piave” with Victory by A.Minerbi as its background. On the right, you can see the open-air theatre that was created by the poet for the representation of his work and where each summer today the “Vittoriale Season” takes place. Walking through an arch you can reach the small temple where D’Annunzio was buried until 1963, when the poet’s remains were moved to the central arch of the mausoleum.
Continuing the visit you can proceed to the Auditorium, on the dome of which hangs the plane he used to fly to Vienna on August 9th 1918. Here the visitor finds himself in the Dalmatian square, overlooking the “Schifamondo” (= disgusting the world) museum and the Prioria, the poet’s quarters with a façade decorated with coats of arms and friezes given to him by various cities.
The music room, also called “counterpoint room”, is dedicated to Gasparo da Salo’. Its interior is draped with a double order of adjustable Lisio material with a black and red backdrop for the music. The two colours were meant to respond to different musical feelings. The “Globe’s” room takes its name from the big globe on the entrance table. Books and war objects are kept in this room. The books are about arts or by classic authors, among whom Henry Tode, owner of the villa prior to D’Annunzio. You can then proceed through the Zambracca, a small studio also called of the Misello, i.e. “the poor man’s fraud”. The table at the center of the room is full of objects and it also served as a writing desk, and during the last years of his life, D’Annunzio used to eat there alone. The poet died at this desk, hit by an embolism, at 20.00 hrs on March 1st 1938.
“Genio et voluptati” (=to genius and voluptuousness) is the motto on the poet’s bedroom door. In front of the bed is the cast of the “Dying Prison” by Michelangelo, which D’Annunzio used to cover with a drape on its inferior part. Adjacent is Apollino’s veranda, with a small archaic Apollo. On a small table there are the pictures of the poet’s mother and of Eleonora Duse. The great actress met D’Annunzio for the last time in Gardone in October 1922. The “Leper’s” room walls, windows and ceiling painted by Guido Cadorin. Here, on the stage, there is a coffin in the shape of a cot. In the Relics’ room the trabeation on top holds a series of wooden sculptures: Angels, Apostles, Roman Catholic Saints and a pyramid of idols from several different Asian religions culminating with the symbol of the Madonna with Child. From then you can continue into the “Lily’s”room, so called because its wooden structures were decorated with lily’s motives by the painter Cadorin, who took the inspiration from the cycle “the Lily’s Novels”, of which the poet (in 1895), only wrote “The rocks’ Virgins”. The Dalmatian Oratory is the visitor’s waiting room. There are many objects here as well, such as Francesco de Pinedo’s hydrofoil screw propeller hanging from the wall. With this hydrofoil Francesco de Pinedo flew the 55000 km from Sesto Calende to Melbourne with several stops.
On the upper floor there is the “Cripple’s writing desk”, which is a small library-studio with the only furniture originating from the Capponcina, the famous villa where D’Annunzio lived from 1896 to 1900, located on the outskirts of Florence.
Maybe the most sober area of the whole Vittoriale is the “Officina” (=workshop), which was the room where the poet used to be working. The entrance, smaller than normal, forces the visitor to bow. In this way, the writer wanted that anybody, including himself, paid homage to Arts, which was being born in that room. The seat is a stool without a backrest. Behind the desk there is a statue of Eleonora Duse by the sculptor Arrigo Minervi. While he worked, the poet used to cover its face with a veil and used to call her the “Veiled Witness”. Keli’s room, also called “the Angel’s room”, draws its name from a big bronze turtle, the shell of which is authentic (from the Greek Keli, i.e. turtle), created by the sculptor Renato Brozzi in 1928. The turtle had been donated to D’Annunzio and it died of a tuberose indigestion. But we are back in the open now on the Dalmatian square where a 1400 statue of St Mark’s Lion originating from Sibenik stands out. In the Schifamondo’s archade there is a Fiat 4 model on board which D’Annunzio drove from Ronchi to Fiume in 1919. Continuing along the Aligi walkway you reach the Dolphin’s fountain that gathers the waters of the “Crazy Water” stream. Near here is the MAS of Buccari’s Beffa, then continuing on up the hill you reach the white mausoleum from which you see the “Puglia” ship. From this balcony the view ranges on almost the entire lake for a really charming view, a spectacular effect that will last long in the memories of those who visit this site.

Ongarda.net